L'Innovazione corre sul BIM

Il Building Information Modeling (BIM) sta entrando a far parte del lessico quotidiano e dell’approccio metodologico dei professionisti del settore delle costruzioni.

La rappresentazione di un progetto edilizio ha conosciuto nel tempo evoluzioni importanti che sono culminate nell’utilizzo di modelli capaci di archiviare ed organizzare informazioni dell’intero processo edilizio.

Per la maggior parte dei soggetti coinvolti nell’industria delle costruzioni (disegnatori, ingegneri, clienti, imprese di costruzione, gestori di impianti, enti pubblici, ecc.), il Building Information Modeling (BIM) risulta nuovo sia come termine che come concetto. La sua recente crescita è stata possibile grazie alla aumentata disponibilità di potenza per l’elaborazione dei dati, dalla maggiore maturità delle applicazioni software, dagli approfondimenti e discussioni sull’interoperabilità e da quadri normativi proattivi.

Volendo dettagliare maggiormente l’acronimo BIM, si evidenziano gli aspetti costituenti:

  • Building: ovvero costruzione, che può essere un edificio o un’intera città;
  • Information: inteso come un insieme di dati organizzati, utilizzabili e scambiabili in qualsiasi momento;
  • Modeling: inizialmente Modellazione o Modello, attualmente la tendenza è sempre più verso Management, spostando l’attenzione dalla fase di progettazione a quella di gestione del “Building”.

 

L'obiettivo è quello di coinvolgere attivamente tutti gli stakeholder coinvolti che devono:

  • far fronte a risorse limitate per rispettare le tempistiche ristrette richieste dalla committenza;
  • ricorrere ad una collaborazione ostracista tra i vari professionisti;
  • dover soddisfare le richieste dei committenti tenendo conto di vincoli burocratici sempre più astringenti;.
  • tenere conto dell’alta probabilità di uscire dai budget economici iniziali;
  • assicurare una direzione dei lavori in regola con le prescrizioni normative.

Ecco, dunque, la necessità di adottare sistemi che consentano di gestire in modo efficiente ed efficace tutte le informazioni in gioco: occorre una digitalizzazione dei processi informativi. Il BIM si configura come promotore di questo cambiamento avendo come obiettivi concreti:

  • l’incremento della produttività;
  • la riduzione dei tempi e degli errori;
  • la razionalizzazione dei processi;
  • l’ottimizzazione delle soluzioni e dei costi.

Il BIM è, secondo la definizione più aggiornata tratta dalla normativa ISO 19650: “The use of shared digital representation of a built asset (including buildings, bridges, roads, process plants, etc.) to facilitate design, construction and operation processes to form a reliable basis for decisions”[1].

In altri termini, la digitalizzazione parte dalla committenza, si dispiega negli studi professionali di ingegneria e architettura, nelle imprese di costruzione e di ristrutturazione, si concretizza nei cantieri e supporta la gestione del costruito.

Il BIM, come detto, investe diverse discipline conferendo loro valore aggiunto: dalla progettazione architettonica al calcolo strutturale e al MEP (progettazione impiantistica), dalla sicurezza dei cantieri alle prestazioni energetiche degli edifici, dal computo metrico alla contabilità dei lavori ed esecuzione dell’opera, dal rilievo fotogrammetrico al GIS, sfruttando appieno le più moderne tecnologie (realtà aumentata, realtà virtuale, realtà immersiva) e prendendo spunto dai più innovativi metodi di analisi (Big Data Analytics, Machine Learning, IoT).

L’obiettivo fondamentale del BIM è la definizione di una rappresentazione complessiva del manufatto nel suo intero ciclo di vita. Questo si ottiene precisando i dati dimensionali, qualitativi e quantitativi all’interno del modello o dei suoi singoli elementi.

Per fare ciò è imprescindibile ricorrere ad un lavoro collaborativo tra le diverse figure coinvolte, che hanno la possibilità di creare e modellare il modello informativo inserendo, aggiornando, modificando ed estraendo le informazioni a seconda delle finalità. Ad esempio, il progettista architettonico definisce le forme, le geometrie fino ad arrivare al modello 3D; il progettista strutturale definisce gli elementi della struttura; ecc.

Grazie al BIM, dunque, è possibile ricreare un modello virtuale di edificio che non è una semplice rappresentazione tridimensionale, ma un modello dinamico che contiene una serie di informazioni su: geometria, materiali, struttura portante, caratteristiche termiche e prestazioni energetiche, impianti, costi, sicurezza, manutenzione, ciclo di vita, demolizione, dismissione, ecc. L’edificio viene “costruito” prima della sua realizzazione fisica, mediante un modello virtuale, attraverso la collaborazione ed i contributi di tutti gli attori coinvolti nel progetto (architetti, ingegneri, progettisti consulenti, analisti energetici, ecc.).

 

Read 115 times Last modified on Friday, 24 July 2020 15:02
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